Roma, 20 luglio 2010 – 1 bambino su 10 in Europa nasce pretermine. In Italia è del 6,5% la percentuale dei bambini prematuri. Questi sono solo alcuni dei dati che fanno della prematurità la causa principale di mortalità e morbilità infantile sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo. Inoltre i neonati prematuri che sopravvivono al parto presentano un maggior rischio di complicanze per la salute, come ad esempio la paralisi cerebrale infantile, le disabilità sensoriali e motorie, le patologie respiratorie, i disturbi comportamentali e dell’apprendimento.
Un fenomeno devastante e tragico testimoniato dai numeri che ne definiscono l’attuale dimensione e che emergono dal Rapporto internazionale “Troppo poco, troppo tardi? Perché l’Europa deve fare di più per i neonati prematuri”, realizzato dalla European Foundation for the Care of Newborn Infants (EFCNI) con il contributo incondizionato di Abbott – azienda globale impegnata nello sviluppo di nuovi farmaci e nell’introduzione di tecnologie all’avanguardia nel settore della salute – e che dimostra anche come, ad oggi, il problema non sia stato affrontato con la necessaria urgenza.
La tavola rotonda “Prematurità in Italia: quali possibili azioni?”, si pone come primo step di un percorso finalizzato a incrementare e approfondire il livello di conoscenza della prematurità. L’evento è promosso dall’Associazione Vivere Onlus che, sin dalla sua nascita, collabora con le Unità di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN), al fine di sostenere e assistere i bambini pretermine e le loro famiglie nel periodo del ricovero e dopo la dimissione dall’ospedale.
Un percorso che verrà tracciato dal primo Advisory Board dedicato alla prematurità – oggi presentato ufficialmente a Istituzioni, classe medica e associazioni – la cui funzione sarà quella di dialogare con le Autorità al fine di fornire un contributo di esperienza al legislatore per definire provvedimenti a tutela delle famiglie e per ottimizzare la rete assistenziale e l’accesso alle cure.
Di questi temi discutono tra gli altri: il Sen. Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e Presidente dell’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, il Prof. Ferruccio Fazio, Ministro della Salute, il Sen. Daniele Bosone, Vicepresidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, la Senatrice Emanuela Baio, Segretario della Presidenza del Senato e membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, l’On. Alessandra Mussolini, Presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, l’Avv. Martina Bruscagnin, Presidente dell’Associazione Vivere Onlus, il Prof. Paolo Giliberti, Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), il Prof. Francesco Macagno, neonatologo collaboratore ed esperto di area materno-infantile e il Dott. Mario Merialdi, coordinatore dell’Improving Maternal and Perinatal Health Team dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
“L’impatto della prematurità in termini di mortalità e morbilità è così rilevante da imporre un’accelerazione di tutti gli interventi finalizzati ad arginare il problema”, dichiara il Sen. Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e Presidente dell’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione. “Sul piano normativo sono nati due disegni di legge, presentati in Senato e alla Camera che dimostrano come l’attenzione sulla prematurità sia elevata e come tale tematica venga considerata di importanza rilevante da tutti gli schieramenti politici, in linea con l’impegno delle componenti civili attive da anni per l’individuazione di soluzioni efficaci. Per poter affrontare al meglio la situazione italiana è tuttavia necessario – conclude il Presidente Tomassini – definire strategie comuni e alleanze trasversali, a livello nazionale e internazionale, funzionali allo svolgimento del percorso istituzionale. Un primo esempio in tale direzione è la creazione dell’Advisory Board, formato da un gruppo di esperti che desidero ringraziare sin da oggi”.
“Questioni decisive come il congedo di maternità e la tutela economica dei genitori di bambini prematuri sono aspetti la cui garanzia è vitale affinché le famiglie possano affrontare in piena autonomia e con efficacia la questione della prematurità”, afferma il Sen. Daniele Bosone, Vicepresidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica. “Non è un fatto casuale che su questo tema vi sia stata una convergenza assoluta delle parti politiche rappresentate nelle due Camere”, sostiene la Senatrice Emanuela Baio, Segretario della Presidenza del Senato e membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.
“La difesa e la tutela delle categorie più deboli è un dovere morale di tutti, ancora di più quando si parla di neonati”, afferma l’Avv. Martina Bruscagnin, Presidente dell’Associazione Vivere Onlus. “La missione di Vivere è quella di supportare proprio l’interscambio culturale e la solidarietà tra le Associazioni che operano nel settore dell’assistenza neonatale a livello nazionale ed internazionale, favorendo la nascita di nuove associazioni e promuovendo alcune attività specifiche a sostegno delle esigenze delle famiglie dei neonati a rischio. La prematurità – conclude la Bruscagnin – rappresenta un problema la cui soluzione non può più essere rimandata, tenuto altresì conto che l’attuale contesto socio-economico ha portato le donne ad avere il primo figlio in un’età mediamente più avanzata rispetto al passato, contribuendo così all’aumento del fenomeno della prematurità.”
“Le società scientifiche stanno lavorando in questo senso da anni – sostiene il Prof. Paolo Giliberti, Presidente della SIN, Società Italiana di Neonatologia – con l’obiettivo di favorire l’attuazione di politiche basate sul coinvolgimento dei genitori e degli operatori sanitari al fine di organizzare in modo efficace l’assistenza sul territorio. Ciò comporta anche una formazione in grado di assicurare la presenza di professionisti specializzati, medici e infermieri, in grado di assistere il neonato nel miglior modo possibile”. “Le più recenti stime sulla prematurità nel nostro Paese – dichiara il Prof. Francesco Macagno, neonatologo collaboratore ed esperto di area materno-infantile – evidenziano una percentuale di circa il 6.5% di bambini prematuri rispetto al numero totale di neonati e un ulteriore aumento delle nascite premature negli ultimi 5 anni. Si tratta tuttavia di dati che necessitano di essere aggiornati e l’auspicio – conclude il Professore – è che si possa procedere nei prossimi mesi ad impostare un lavoro di misurazione il più possibile precisa in modo da poter avere un quadro esatto della situazione quale punto di partenza per la definizione di politiche di intervento calibrate sulle reali dimensioni della prenatalità”.
“Esiste attualmente una evidente disparità sociale che colpisce i bambini prematuri – come testimoniano anche le evidenze del Rapporto presentato dall’EFCNI in collaborazione con l’OMS – e anche per eliminare questo aspetto è necessario collaborare a livello nazionale e internazionale con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete”, dichiara il Dott. Mario Merialdi, coordinatore dell’Improving Maternal and Perinatal Health Team dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Al termine dell’incontro tutti i partecipanti hanno fissato per dicembre il prossimo appuntamento, con l’obiettivo di presentare la carta dei diritti dei bambini prematuri, il primo documento ufficiale elaborato dall’Advisory Board e definire il quadro complessivo della prematurità in Italia.
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